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Ventimila
firme perché l’acqua resti un bene
comune, un diritto umano universale, un bene essenziale che appartiene
a tutti.
E’ questo il contributo della Brianza alla campagna referendaria Acqua bene comune, lanciata nei mesi
scorsi con l’obiettivo di eliminare,
attraverso un referendum, tutte le norme che in questi anni hanno
spinto verso
la privatizzazione dell’acqua.
Nel
nostro territorio si sono costituiti comitati per la
raccolta delle firme in
ogni Comune. A essi hanno aderito, insieme
alla CGIL, partiti politici (PD,
Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra,
Rifondazione
Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Socialista), movimenti (Sinistra e Ambiente Meda,
Movimento Cinque Stelle, Libera Gioventù di Seregno, Popolo
Viola), associazioni (Legambiente, Amici della
Natura Triuggio, RdB, GAS Retina, Acra Mezzago, ANPI, Ass. Parchi
Vimercatese,
Meet up Desio).
Sono stati
allestiti oltre 400 banchetti nei mercati, nelle vie
e nelle piazze di tutta la
Provincia, in occasione di feste locali, manifestazioni sindacali e
politiche,
eventi culturali, ai quali hanno lavorato senza sosta centinaia
di volontari.
“Alla
fine
il bilancio della raccolta ha superato ampiamente l’obiettivo che
ci eravamo
prefissati
–spiega Michele Giandinoto,
referente del Comitato provinciale-: volevamo
raggiungere le 10mila firme, siamo arrivati a 20mila. E’ un
risultato
straordinario, frutto di una mobilitazione che ha coinvolto il mondo
del
lavoro, le forze politiche, le amministrazioni comunali e tutta la
società
civile. La Brianza ha mostrato su questo tema una grandissima
sensibilità”.
I cittadini
sono stati chiamati a firmare su tre
quesiti: per il primo sono state raccolte 20340 firme autenticate
(19489
certificate); per il secondo 20413 (19531 certificate); per il terzo
20446
(19563 certificate).
L'importante
partecipazione dei cittadini è la
dimostrazione forte che l'acqua non va privatizzata, per ciò il
Comitato chiede
al Consiglio Provinciale e ai sindaci della Brianza di esprimersi
definitivamente affinché non venga messo sul mercato almeno il
40% (come previsto
dall’art. 23 bis della legge133/2008), del pacchetto di
Brianzacque,
società interamente pubblica che
gestisce nell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) l'erogazione e i
servizi
idrici in Brianza.
La
mobilitazione continua, continueranno le
iniziative a sostegno della ripubblicizzazione dell'acqua.
Gestione e
proprietà, devono assolutamente restare in mano pubblica, vista
la vitale
importanza del servizio.
I
risultati dettagliati della raccolta di firme
in Brianza sono stati presentati lunedì 19 luglio, in occasione
di una
conferenza stampa tenutasi presso la Camera del Lavoro Territoriale di
Monza e
Brianza. La conferenza è stata indetta in concomitanza con la consegna delle firme (un milione in totale)
in Cassazione, a Roma.
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