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Integrare
le attività di
tutela individuale e quelle della rappresentanza generale di
lavoratrici e
lavoratori. E’ questo l’obiettivo principale dei Servizi
della CGIL di Monza e
Brianza (CSF Servizi Fiscali; Ufficio Vertenze e Procedure concorsuali;
Patronato INCA), che, in occasione del recente Congresso territoriale
della
Camera del Lavoro, hanno presentato a iscritte ed iscritti un resoconto
dettagliato della loro attività.
“La
domanda di tutela che incontriamo quotidianamente nei nostri uffici
–dice Mauro Paris, coordinatore
dei Servizi della CGIL di Monza e Brianza e presidente del CSF- si presenta sempre di più come richiesta di
orientamento e di consulenza a tutto campo. I nostri uffici sono il
luogo dove
si può, dove si deve leggere la domanda di tutela quando diviene
ricorrente.
Quella domanda per la quale non c’è tutela e che,
pertanto, cerca una risposta
nella rappresentanza di interessi. Si tratta di instaurare un circolo
virtuoso
completo, in cui, dai risultati della rappresentanza, discendano tutele
individuali e in cui, allo stesso tempo, nelle attività di
tutela si leggano i
bisogni da rappresentare collettivamente”.
I
Servizi della CGIL
sono chiamati continuamente ad affrontare
i cambiamenti sociali, normativi e giuridici, anche organizzando nuove azioni di tutela, affiancando
alle attività tradizionali altre, che richiedono sforzi
organizzativi e sfide professionali nuove.
I
numeri dell’attività
dei Servizi sono uno specchio dei cambiamenti in atto nel mondo del
lavoro,
nella società e nel Paese.
“La
nostra attività si è molto modificata negli ultimi anni
–spiega Ezio Cigna, direttore
dell’INCA CGIL Monza e Brianza-. Il
patronato è oggi, per centinaia di lavoratori
migranti e per le loro
famiglie, l’interlocutore principale verso la Pubblica
Amministrazione
competente in materia di immigrazione. Nel settembre 2009 sono state
compilate 722 domande di sanatoria colf e badanti,
alle quali si aggiungono le oltre 1100
pratiche di rinnovo e rilascio del titolo di soggiorno e di
ricongiungimento
familiare. Confrontando questo dato con quello relativo alle pensioni di anzianità (600 quelle
patrocinate nel 2009), emerge quanto stia
cambiando l’azione
del patronato, parallelamente ai mutamenti in atto nella
società”.
Nel 2009 le
domande di disoccupazione (944) sono cresciute del 240 per
cento rispetto all’anno precedente e
comprendono per la
prima volta prestazioni non a carico dell’Assicurazione generale
obbligatoria: sono
le domande di disoccupazione e mobilità in deroga, prestazioni
erogate
dall’INPS, ma a carico di Regione Lombardia. “Nonostante
questi numeri –continua Cigna- sono ancora
troppi i lavoratori che restano esclusi da qualsiasi forma
di tutela in caso di perdita del posto di lavoro”.
Il 32 per
cento delle pratiche trattate nel 2009 dai Servizi Fiscali sono
relative ai RED:
dichiarazioni reddituali, rivolte però
agli erogatori di prestazioni previdenziali (INPS, INPDAP e IPOST). Le dichiarazioni ISEE (quasi 9000)
costituiscono invece circa il 10 per
cento del totale dell’attività del CSF. Si registra
una crescita costante
anche degli altri servizi fiscali recentemente intrapresi, dalle denunce di successione alla contabilità
per i lavoratori
parasubordinati, al servizio paghe
per colf e badanti. Le richieste dei
nuovi Bonus Sociali (Famiglia ed Energia) sfiorano il 3 per cento
delle
attività e contribuiscono a spingere le pratiche per la compilazione del 730, che pure presentano numeri costanti
nel
tempo, sotto la soglia del 50 per cento
del totale delle attività.
Più
della metà dell’impegno degli Uffici Vertenze della CGIL
Monza e
Brianza è rivolto alla regolarizzazione di rapporti di lavoro
illegali e al
conseguente recupero di competenze dirette e indirette: le
quote di salario negate e poi recuperate
superano ogni anno i 2 milioni di euro. Sono le cifre di un mercato
del
lavoro che, anche nel nostro territorio, presenta ancora zone
d’ombra di
negazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Crescono
costantemente le vertenze che trovano soluzione nella via
giudiziale o stragiudiziale: nel 2005
erano il 25 per cento del
totale, mentre nel 2009 sono passate al 36 per cento. “Il
recupero crediti è la nostra attività prevalente
–dice Massimo Rovelli, coordinatore degli
Uffici Vertenze e Procedure concorsuali-, una tendenza si
è acuita con la crisi economica in atto: in questa
situazione, i lavoratori sono disposti a rinunciare ai loro diritti,
pur di
garantirsi un salario, sottostando a un vero e proprio ricatto”.
“E’
il segno di un cambiamento, anche culturale, verso un sistema che tende
ad affermare la legittimità di rapporti di lavoro instaurati e
amministrati
sulla base di un negoziato individuale –aggiunge
Paris-, fuori dal terreno del reciproco
riconoscimento contrattuale tra le parti. Una tendenza insidiosa e
foriera di
risultati nefasti per la parte più debole, il lavoratore,
destinata a
soccombere”.
Tra 2008 e
2009,
inoltre, si è registrato un significativo incremento delle
aziende coinvolte in
procedure concorsuali (fallimenti, amministrazioni
controllare…): da 44 a 94. “E’
un dato preoccupante per l’economia del nostro territorio
–commenta Rovelli-, anche perché ormai
sono coinvolte nelle procedure realtà produttive fino a poco
tempo fa vivaci e
in salute”.
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