Agenzia delle Entrate Monza Brianza, la farsa continua: il remake di un pessimo horror

da | Feb 24, 2026 | Fp

Silvia Papini, Fp Cgil Monza Brianza

In un comunicato congiunto, Silvia Papini, segretaria Funzione Pubblica Cgil Brianza, e Gianfranco Codarri, RSU FP CGIL, denunciano le inefficenze dell’Agenzia delle Entrate nel trasferimento degli uffici territoriali di Desio agli uffici pubblici che già ospitavano la sede distaccata del tribunale di Monza.
“Abbiamo assistito a quindici anni di immobilismo e disorganizzazione sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori”, dichiarano.
Il 18 luglio 2011, la Fp Cgil Monza Brianza – attraverso le parole dell’allora segretario generale Pietro Occhiuto – denunciava le gravi criticità legate ai trasferimenti per la nascita delle Direzioni Provinciali: “Non c’è limite al peggio: l’assoluto disinteresse verso il personale dell’Agenzia delle Entrate, che in questi anni ha lottato in prima linea contro l’evasione fiscale sopperendo con sacrificio alle inefficienze dell’Amministrazione, è inaccettabile.”
“Oggi, a distanza di 15 anni, nulla è cambiato. Improvvisazione, inefficienza e un palese disprezzo per il personale e per la cittadinanza regnano ancora sovrani”, è la denuncia della Funzione Pubblica Cgil in Brianza. E aggiungono: “Per due decenni, l’Ufficio di Desio 2 è stato ospitato in un ex centro meccanografico inadeguato, in spregio alle norme elementari di sicurezza: assenza di porte tagliafuoco, illuminazione insufficiente, scarsa aerazione e persino la presenza di amianto”.
“L’esperienza – continuano – non ha insegnato nulla. Con un preavviso di sole 24 ore, lavoratori e lavoratrici sono stati trasferiti a scaglioni nella nuova sede dell’ex Tribunale di Desio. Sebbene il passaggio a un immobile di proprietà pubblica in centro città sia un segnale positivo (ponendo fine allo spreco di canoni d’affitto fuori mercato), le criticità operative restano drammatiche”.
Ecco alcune delle “Note Dolenti” di un trasferimento fallimentare evidenziate dalla Fp Cgil Brianza:
  1. Trasloco “in diretta”: movimentazione di arredi e faldoni avvenuta in presenza del pubblico, costretto insieme al personale a sostare in locali gelidi a causa delle porte aperte. 
  2. Assenza di verifiche: mancano controlli preventivi sul reale stato dell’immobile.
  3. Spazi sprecati: l’archivio sotterraneo e un’intera ala del palazzo restano inutilizzati. Questi spazi potrebbero ospitare, come valvola di sfogo, i colleghi e le colleghe di Milano o accogliere l’Ufficio Provinciale del Territorio (Monza resta l’unica provincia italiana a non averne uno).
  4. Logistica “creativa”: Front-office al primo piano, uffici al piano terra e archivio al secondo piano. Una disposizione che sfida ogni logica funzionale.
  5. Barriere architettoniche: di due ascensori, solo uno è funzionante (l’altro si è guastato subito con un operaio all’interno). Come garantiranno l’accesso a disabili e anziani?
  6. Carenze tecnologiche: mancano collegamenti per badge e router; le prese di back-up sono già sature per le postazioni ordinarie
  7. Sicurezza antincendio: le porte tagliafuoco non sono correttamente attivabili. Le “soluzioni” suggerite informalmente sono imbarazzanti e pericolose.
  8. Infissi inadattii: finestre rotte o impossibili da chiudere.
  9. Impianti idraulici: al primo avvio del riscaldamento, la rottura di un tubo ha allagato il Front Office e parte della sala server sottostante. Resta l’incognita su come reggerà l’impianto di climatizzazione estiva.
“Una gestione inaccettabile!”, è la denuncia dei dirigenti sindacali, che domandano: “Era davvero necessaria questa ennesima prova di totale incapacità gestionale e organizzativa? Non era sufficiente la figuraccia di vent’anni fa, il bis di 15 anni fa e il tris milanese di questi giorni? Crediamo che, per rispetto dei lavoratori e dei cittadini, questa transizione dovesse essere programmata in modo diverso. In fondo, sarebbe bastato poco: il buon senso”.