Diritti, lavoro e Costituzione non si separano: la risposta della Brianza antifascista alla propaganda di Futuro Nazionale

da | Set 17, 2026 | Cgil Monza e Brianza

L’offesa alla Cgil Brianza è partita dopo la riuscita manifestazione antifascista davanti al Binario 7. Ecco la replica del segretario generale Walter Palvarini alle fantasiose accuse del partito neofascista

Walter Palvarini (CGIL MB), presidio antifascista

“Conosciamo bene questo tipo di provocazioni: la classica retorica benaltrista che prova a mettere in contrapposizione i diritti civili, la difesa della Costituzione e i diritti sociali del lavoro”, Cgil Monza Brianza replica all’attacco di Futuro Nazionale del Generale Vannacci, ma lo fa con la calma di un’organizzazione abituata a stare in prima linea per la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e dei principi costituzionali.

Dopo il riuscito presidio antifascista organizzato davanti al Binario 7 con la partecipazione di centinaia di cittadine e cittadini, associazioni, partiti e sindacati (Cgil Cisl e Uil), il partito neofascista del Generale Vannacci Futuro Nazionale si era scagliato contro la Cgil accusandola di non interessarsi delle vertenze sul territorio.

“Vannacci e i suoi dimostrano di non conoscere questo territorio e le sue battaglie per il lavoro e per i diritti dove la Cgil è sempre in prima linea per organizzare, rappresentare e tutelare le lavoratrici e i lavoratori”, dichiara Walter Palvarini, segretario generale della Cgil Monza Brianza, che aggiunge: “Le politiche della destra al Governo, che Vannacci di fatto sostiene, sono lontane dagli interessi di milioni di lavoratrici e lavoratori: in questi anni la precarietà del lavoro non è stata contrastata, i salari hanno perso potere d’acquisto, il lavoro povero continua a crescere e resta drammaticamente insufficiente l’impegno per prevenire morti e infortuni sul lavoro. Sono scelte che scaricano il peso delle difficoltà economiche e sociali su chi lavora, invece di intervenire sulle disuguaglianze e rafforzare diritti, salari e tutele”.

“D’altronde Vannacci vorrebbe che la storia si ripetesse – aggiunge Palvarini –, ma ricordiamo a chi guarda con nostalgia al fascismo che proprio durante il regime i lavoratori non avevano alcun diritto, i sindacati erano fuorilegge e le tutele semplicemente non esistevano. È proprio l’antifascismo ad aver conquistato la libertà di organizzarsi, di scioperare e di pretendere dignità sul posto di lavoro”.

“Non esiste tutela dei lavoratori dove non ci sono democrazia, rispetto e libertà. Per questo la risposta della Brianza democratica e antifascista alla presenza di Futuro Nazionale è stata netta, partecipata e pacifica”, continua il segretario della Cgil in Brianza, che spiega: “Concedere il Teatro Binario 7 a forze o movimenti di matrice neofascista assume una gravità storica specifica legata all’identità e alla memoria materiale dell’edificio poiché fu luogo di detenzione e tortura durante la Repubblica Sociale Italiana. Tra le mura dell’edificio fu torturata la partigiana Salvatrice Benincasa, prima dell’uccisione sul vicino ponte di via Mentana, ricordata da una lapide. Lì dove ho deciso di spostarmi per proseguire il mio intervento nel rispetto della memoria di chi ha dato la vita per la nostra libertà”.

“Davanti a quelle lapidi – chiosa Palvarini – Vannacci e tutti i rappresentanti di Futuro Nazionale dovrebbero inchinarsi”.

La mobilitazione di lunedì è riuscita nell’obiettivo di riaffermare un’idea precisa di come Monza intenda la propria comunità: una società che non lascia indietro nessuno in cui non c’è spazio per la misoginia e per il razzismo, che si prende cura degli ultimi, che tutela le lavoratrici e i lavoratori, compresi i cittadini stranieri che contribuiscono ogni giorno all’economia del territorio, e che valorizza le diversità nel rispetto reciproco.

“Non ci interessa rispondere alle singole provocazioni. Ci interessa constatare che Monza e la Brianza hanno una grande forza democratica, capace di rispondere con i contenuti e con le idee a qualsiasi messaggio di odio o di divisione”, aggiunge Palvarini, che conclude: “Ci troverete sempre da questa parte: quella della democrazia, della pace, della giustizia sociale e della Costituzione. Ora e sempre Resistenza!”.