Carcere a Monza, situazione insostenibile

da | Nov 20, 2020 | Fp

La situazione in cui versa il carcere di Monza è ormai diventata insostenibile a seguito della  seria e preoccupante carenza del personale giuridico-pedagogico e del personale impegnato in area contabile.

Attualmente le educatrici e gli educatori in servizio presso la struttura monzese sono 3 su un totale di 6 previsti in organico e i funzionari contabili sono 2 a fronte dei 4 previsti.

Il personale impegnato deve già normalmente fronteggiare la gestione di un carico di lavoro enorme: il carcere di Monza conta circa 580 detenuti mentre la pianta organica viene stimata su un’utenza regolamentare di 430: il rapporto educatore/detenuto è quindi ad oggi di 1:190, dato assolutamente preoccupante.

L’attuale situazione emergenziale non ha fatto altro che acuire un problema strutturale che ormai da anni caratterizza l’istituto penitenziario di Monza (e non solo!) e questa carenza, inaccettabile e insostenibile, mette a serio rischio sia i lavoratori che la tenuta del sistema di riabilitazione carceraria.

I compiti attribuiti al personale giuridico-pedagogico sono di grandissima importanza: se è vero che l’esecuzione della pena detentiva deve acquisire una reale valenza educativa affiancando allo sconto della pena  un percorso di reintegrazione sociale che coinvolga la persona detenuta, allora nessuno può o deve accettare un tale disinvestimento di risorse umane e professionali.

Parliamo di figure con un ruolo fondamentale, chiamate ad assumersi la diretta responsabilità del trattamento individualizzato del condannato e che l’emergenza pandemica ha ulteriormente caricato di nuove, pressanti e improrogabili responsabilità.

Vogliamo evidenziare con forza che tutte le professionalità impegnate nel funzionamento del sistema carcerario  meritano attenzione e investimento. Anche le professionalità dell’area contabile rappresentano elemento fondamentale per la tenuta del sistema attraverso un’attività di gestione delle risorse economiche e finanziarie anch’esse necessarie per l’assolvimento degli obblighi istituzionali.

Non appare pertanto ammissibile quanto appreso nel corso dell’ultimo incontro tra Organizzazioni Sindacali e Direzione nel quale siamo stati informati che, a fronte della richiesta della Direzione stessa di ricevere personale in copertura delle carenze segnalate, non vi sia stato alcun provvedimento da parte delle autorità preposte.

Chiediamo un’immediata azione volta a sanare una situazione ormai non più gestibile.

Chiediamo che il ministero e il DAP intervengano fornendo alla struttura il personale di cui necessita a tutela del servizio riabilitativo e organizzativo e a tutela del benessere dei lavoratori che non possono, da soli, sostenere il peso della burocrazia e della disorganizzazione del comparto.

A chiedere un intervento “deciso, urgente e risolutivo” sono Silvia Papini della Fp Cgil Monza e Brianza, insieme ai colleghi Giorgio Di Mauro della Cisl Fp Monza Brianza Lecco e Carmine Villani della Uilpa Monza e Brianza.

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