No alla guerra, sì al Diritto Internazionale
largo Mazzini, Monza
Data:12 Gennaio 2026
Inizio: 17:30
Termine: 20:00

Promosso da:

Camera del Lavoro territoriale di Monza e Brianza

A Monza una grande manifestazione “per affermare la cultura della pace” e dire “no alla guerra e sì al Diritto Internazionale”.

L’appuntamento è per lunedì 12 gennaio: alle 17:30 è previsto il concentramento in Largo Mazzini, poi il corteo proseguirà in centro per terminare in piazza Roma (presso l’Arengario) dove sono previste le conclusioni.

A organizzare la mobilitazione unitaria le realtà territoriali di Cgil, Anpi, Acli, Arci Scuotivento, Arci Donne e Diritti, Auser, Diritti Insieme, Alisei, Sunia, Emergency, Brianza Oltre l’Arcobaleno, Federconsumatori, Libera.

Cittadine e cittadini, organizzazioni sindacali, associazioni e realtà della società civile si mobilitano per condannare l’aggressione degli Stati Uniti al Venezuela e ribadire la centralità della pace e del Diritto Internazionale, contro tutte le guerre e per affermare ancora una volta che la bussola deve essere il multilateralismo e il Diritto Internazionale. Un intervento in contrasto con il diritto internazionale produce danni profondi anche quando si rivolge contro regimi dittatoriali.

Di fronte a quanto sta accadendo non possiamo restare in silenzio.

Scendiamo in piazza per dire no alla logica del più forte e per sostenere il Diritto Internazionale.

Il contesto internazionale è segnato da una crescente instabilità: la guerra russa in Ucraina continua a colpire duramente i civili, mentre le scelte e le dichiarazioni dell’amministrazione Trump alimentano nuove tensioni geopolitiche anche a seguito delle minacce verso la Groelandia, Panama, Colombia e Messico e, ancora, verso l’Iran. A Gaza la situazione umanitaria resta drammatica, con la popolazione civile gravemente colpita da operazioni militari e dal blocco degli aiuti umanitari da parte del governo di Israele.

In definitiva questa è la logica del caos in cui vince il più forte e le regole del diritto internazionale vengono sistematicamente calpestate; questa è una nuova versione di ‘Homo homini lupus’: una logica predatoria che, attraverso l’uso della violenza in alternativa alla democrazia e al multilateralismo, ci conduce all’annientamento dei diritti delle persone e dei popoli.

È giunto il momento di farci sentire, continuando le mobilitazioni per affermare la cultura della pace e del diritto contro il riarmo.