Il 1° ottobre la Cgil di Monza e Brianza festeggia 130 anni dalla fondazione

da | Set 25, 2023 | Ambiente Salute Sicurezza, Artigiani, CAAF, Cgil Monza e Brianza, Filcams, Filctem, Fillea, Filt, Fiom, Fisac, Flai, Flc, Fp, INCA, NIdiL, Servizio Partite Iva, Slc, SOL, Spi, Sportello Sicurezza, UPC, UVL

Le voci del lavoro al Teatro Manzoni, uno spettacolo inedito e autoprodotto per celebrare il sindacato più antico e rappresentativo

Walter Palvarini, segretario generale: “Serve una legge sulla rappresentanza. Il 7 ottobre tutti a Roma”

Walter Palvarini, segretario generale Cgil Brianza

Sono passati 130 anni da quel 1° ottobre 1893 che ha visto nascere, tra le prime in Italia, la Camera del Lavoro di Monza. Un momento fondamentale per la storia di un territorio come la Brianza allora ancora profondamente contadina, ma che già portava in sé il seme del cambiamento e dell’industrializzazione.

La Cgil di Monza e Brianza festeggia questo traguardo con uno spettacolo teatrale: “Senza togliersi il cappello – Le voci del lavoro”, un’opera inedita e autoprodotta frutto dell’impegno collettivo di persone provenienti da diversi ambiti, dal teatro alla ricerca storica, dalla scuola al sindacato, che farà rivivere sul palcoscenico quegli anni di lotte e di battaglie. L’appuntamento è per giovedì 12 ottobre al Teatro Manzoni (RICHIEDI IL BIGLIETTO).

Il progetto camerale si concretizzava sulla base di una larga intesa tra le associazioni operaie di diverso orientamento, cattoliche e socialiste, già presenti a Monza da qualche anno: una “Lega di resistenza arti e mestieri” e, soprattutto, le società di mutuo soccorso nate sotto la necessità molto sentita dai lavoratori di trovare insieme le risposte alle esigenze comuni. Stiamo parlando di muratori, meccanici, tintori, tessitori e, ovviamente, cappellai. E l’unità dei lavoratori, a distanza di molti anni rimane uno dei pilastri della Cgil, non solo brianzola.

“L’industria del cappello – ricorda Walter Palvarini, 59 anni, segretario generale della Camera del Lavoro di Monza e Brianza – ha rappresentato per Monza un traino straordinario per decenni. Se leggiamo i giornali dell’epoca – continua Palvarini – troviamo alcuni concetti ancora molto attuali: la Camera del lavoro nasce per dare una risposta ai lavoratori rispetto alla necessità di rappresentanza sul territorio. E questa è una esigenza viva ancora oggi. E poi – aggiunge – allora cominciavano le grandi trasformazioni dal punto di vista produttivo, con le prime grandi concentrazioni operaie. Oggi abbiamo poche aziende grandi e un tessuto produttivo molto frammentato, ma abbiamo la necessità di affrontare le nuove trasformazioni derivanti dalle sfide ambientali e della digitalizzazione”.

“Senza togliersi il cappello” mette in scena le prime azioni del movimento operaio mentre sul fondale scorrono le storie dei lavoratori impiegati nei cappellifici, botteghe tradizionali che, presenti a Monza fin dal XVII secolo, si trasformano velocemente in vere e proprie industrie: in pochi decenni Monza diventa la “città del cappello”, il maggior centro di produzione al mondo del settore con esportazioni a Parigi, Londra, Amburgo, Berlino, ma anche in America, in Australia e persino in Cina.

“La Camera del lavoro, già allora, forniva servizi ai lavoratori: dal collocamento all’esigenza di trovare una risposta ai temi previdenziali, alla malattia e all’infortunio. Ma presto, queste questioni diventano oggetto di lotte per conquistare diritti che oggi sono considerati universali e sono garantiti dallo Stato”, spiega il segretario generale della Cgil in Brianza, che aggiunge: “Cominciano in quel periodo le prime rivendicazioni importanti che permettono ai lavoratori di avere riconosciute alcune tutele, ma questo è stato possibile grazie all’unità e all’autonomia che le Camere del Lavoro hanno sempre preteso per fare gli interessi dei lavoratori senza influenze di potere, religioso o politico, e neppure economico. Un doppio meccanismo, unità e autonomia, che insieme al potere dato dalla rappresentanza fornisce ancora oggi alla Cgil la capacità di incidere positivamente sulle scelte che riguardano tutti i lavoratori che liberamente decidono di iscriversi a una grande organizzazione sindacale. Quando questi diritti conquistati con fatica vengono messi in discussione, la Cgil scende in piazza, come faremo il prossimo 7 ottobre a Roma insieme a molte altre associazioni”.

Il riferimento è alla manifestazione nazionale “La Via Maestra”, info e contatti su cgilbrianza.it

“Anche per questo motivo – conclude Palvarini – la Cgil chiede con forza una legge sulla rappresentanza, dove sia finalmente chiaro quali organizzazioni sindacali sono rappresentative del volere dei lavoratori e possano, dunque, firmare i contratti. Mentre oggi questo governo permette a qualsiasi sigla sindacale di sedersi al tavolo e firmare contratti pirata che non tutelano il lavoro da nessun punto di vista”.

“Da 130 anni insieme, per il lavoro e la giustizia sociale” recita il motto della Cgil di Monza e Brianza. E possiamo aggiungere che “la storia continua…”.

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