Edilizia, ennesimo operaio edile morto sul cantiere
Il lavoratore brianzolo aveva 62 anni. La denuncia di Cgil Monza Brianza e Fillea Cgil Brianza: “Non possiamo rassegnarci a considerare fatalità ciò che accade durante manovre quotidiane e delicate”
Monza, 9 ottobre 2026.
Un operaio edile di 62 anni, residente a Ornago, è morto in un incidente sul lavoro nella bergamasca, durante il ribaltamento di un mezzo pesante in cantiere. La Cgil Monza e Brianza e la Fillea Cgil Monza e Brianza denunciano l’ennesima tragedia sul lavoro e richiama la necessità di maggiori tutele per chi opera in edilizia.
“La giornata era iniziata come tante altre per un uomo di 62 anni partito dalla sua casa a Ornago, in Brianza, per raggiungere un cantiere a Filago, nella bergamasca. Una routine fatta di chilometri percorsi lungo le strade della Lombardia produttiva, di manovre ripetute decine di volte e di un mestiere pesante, portato avanti a un’età in cui il traguardo della pensione dovrebbe ormai essere vicino”, racconta Maria Ciociola, segretaria generale della Fillea Cgil Monza e Brianza, la Categoria della Cgil che rappresenta e tutela i lavoratori dell’edilizia.
“In via Verdi, a Filago, il silenzio del cantiere è stato rotto improvvisamente durante una manovra tanto consueta quanto delicata, qualcosa, in quegli istanti, è andato storto. Il mezzo pesante si è ribaltato, intrappolando e schiacciando il 62enne senza lasciargli via di scampo”, continua la segretaria della Fillea Cgil in Brianza.
La notizia ha fatto rapidamente il giro delle due province, sollevando sgomento e rabbia. Da Bergamo, i sindacati territoriali di Cgil e Fillea hanno sottolineato il trend drammatico, una sequenza di morti sul lavoro che colpisce con troppa frequenza lavoratori anziani. Da lì l’appello urgente a riconoscere la gravosità del lavoro edile e a garantire tutele legali certe e gratuite per i familiari distrutti da queste perdite.
Dall’altro lato del confine provinciale, la Camera del Lavoro di Monza e la Fillea Cgil di Monza e Brianza hanno ribadito che non si può liquidare l’accaduto come una semplice fatalità: “Il lavoratore e l’azienda provenivano dalla Brianza, testimoniando quanto la mobilità dei cantieri leghi i territori in una medesima catena di responsabilità, quella di anteporre la vita umana a qualsiasi necessità legata alla produzione”, hanno dichiarato congiuntamente dalla sede di via Premuda a Monza.
“Questa notizia è l’ennesima tragedia che tutti i giorni viviamo, il lavoratore viveva a Ornago e l’impresa per cui operava ha sede nella nostra provincia”, sottolinea la segretaria degli edili Cgil, che conclude: “Questo dramma dimostra ancora una volta come la mobilità del lavoro edile tra province confinanti non cancelli la responsabilità condivisa di garantire cantieri sicuri ovunque si operi. Non possiamo rassegnarci a considerare fatalità ciò che accade durante manovre quotidiane e delicate, affidate a professionisti che a oltre sessant’anni dovrebbero essere prossimi alla pensione e non costretti a gestire carichi fisici e rischi operativi così elevati. Ci stringiamo alla famiglia, ribadendo che la Fillea Cgil sarà al loro fianco per qualsiasi tipo di necessità e assistenza”.



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